L’impatto dell’assistenza psicologica nelle Cure Primarie italiane: dati raccolti dal 2016 al 2018 nel distretto di Bologna

A cura di Loredana Versaci

L’elevata incidenza epidemiologica dei disturbi emotivi comuni ha evidenziato la necessità di ricercare nuove forme di intervento come l’integrazione di più operatori sanitari operanti in contesti assistenziali diversi, l’attuazione di politiche di riorganizzazione dei servizi sanitari e il rafforzamento dei sistemi di assistenza esistenti. 

Recentemente, si stima che la pandemia di Covid-19 abbia aumentato la prevalenza di disturbi mentali, come ansia e depressione, nella popolazione generale. Inoltre, i pazienti con disturbi mentali preesistenti hanno maggiori probabilità di avvertire gli effetti emotivi negativi del Covid 19. 

Da queste considerazioni emerge una crescente necessità di potenziare i servizi sanitari garantendo un’adeguata presenza di competenze psicologiche e programmi strutturati di collegamento tra il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) e il Dipartimento di Cure Primarie (DCP) e sostenendo reali opportunità di integrazione tra professionisti della salute mentale e delle cure primarie.

In questo senso, il coinvolgimento dello psicologo clinico nelle CP sembra costituire una strategia globale di promozione, prevenzione e cura che consente di rafforzare l’integrazione nell’assistenza sanitaria di primo accesso, completare e specializzare le azioni di salute mentale e migliorare la mappatura dei bisogni psicosociali del territorio.

Lo psicologo nelle CdS consente una concreta diversificazione e personalizzazione degli interventi centrati sul paziente sulla base di aspetti psicologici, strategie preventive o di coping.

La “Casa della Salute” (CdS) è da intendersi sia come luogo fisico dove vengono erogati servizi sanitari alla popolazione di un determinato quartiere, sia come luogo possibile dove la comunità locale si organizza per partecipare alla promozione della vita sociale e del benessere psicologico. È anche un prerequisito per l’integrazione tra DSM e DCP.

Gli obiettivi principali dello psicologo nella CdS sono: 1) una valutazione sistematica ed attenta della richiesta di aiuto dei pazienti (individuazione dei bisogni soggettivi presentati attraverso il consulto psicologico); 2) l’attivazione dell’intervento più appropriato focalizzato sui problemi maggiori; 3) supporto e consulenza ai medici di base. 

Nello specifico sono state implementate diverse attività:

1. orientamento alla rete formale dei Servizi Sanitari;

2. interventi psicologici a supporto dell’attività del personale sanitario della CdS (eventuale gestione della comunicazione con pazienti difficili).

3. intervento psicologico a bassa intensità (6-8 sedute) secondo il modello dell’approccio preventivo, dell’orientamento interpersonale o della terapia cognitivo comportamentale (interventi psicoeducativi, sessione a bassa intensità di tecniche espositive/ristrutturazione cognitiva);

4. intervento di psicoterapia (15-20 sedute) secondo il modello CBT.

Il progetto de “Lo psicologo nella Casa della Salute” rappresenta un vero e proprio servizio di consulenza psicologica che ha dimostrato di essere in grado di identificare un ampio numero di pazienti con disturbi emotivi o con condizioni di disagio e rischio psicologico, non rientranti nei criteri di una diagnosi psichiatrica, raggiungendo il 67,5% di tutti i primi contatti con i servizi pubblici di salute mentale dell’area territoriale interessata.

Il servizio di assistenza psicologica è riuscito a intercettare forme di disagio diffuse e nuove che non avevano mai ricevuto alcuna forma di trattamento precedente e si è registrata una riduzione stabile dei primi contatti riguardanti il CSM di Borgo-Reno sia in termini assoluti che relativi.

Dal punto di vista organizzativo, l’esperienza maturata propone la preparazione di una Equipe di Assistenza Primaria di Salute Mentale (psicologo, consulente psichiatra, referente dei medici di base, una risorsa infermieristica) con i seguenti obiettivi principali: migliorare l’accesso alle cure, migliorare la prevenzione e l’individuazione dei disturbi mentali, migliori esiti sanitari per le persone trattate in ambito CP, riduzione della cronicità e miglioramento dell’integrazione sociale, creazione e diffusione di nuovi linguaggi e modalità di gestione delle problematiche emotive più diffuse anche nel contesto delle CP.

La collaborazione tra Medici di Medicina Generale (MMG) e psicologi ha evidenziato vantaggi quali l’intervento nella fase iniziale del disagio psicologico, l’orientamento verso la rete dei servizi sanitari, e la riduzione dei costi per eventuali ulteriori accertamenti medici.

Il progetto “Lo psicologo nella CdS” ha proposto un servizio che offre l’opportunità di rispondere alle molteplici esigenze, anche psicologiche, della popolazione attraverso l’implementazione di un nuovo sistema di assistenza integrato. 

Alla luce dei dati riportati in questo articolo, è necessario rafforzare e garantire la stretta collaborazione tra DSM e DCP per favorire una mappatura sempre più adeguata e aggiornata dei diversi bisogni psicosociali del territorio. In questo senso, solo un’azione continua e coordinata, unita a precisi riferimenti professionali e luoghi di cura per disturbi a bassa soglia, consentirebbe un’adeguata copertura dei servizi di base per il disagio psicologico e i disturbi emotivi comuni.

Bibliografia

Chiri, L.R., Vivit, B., Ciotti, E., Patierno, C., Gallo, G., Chiappelli, M., Fioritti, A., Berardi, D., Menchetti, M (2023). The impact of psychological assistance in Italian Primary Care: data collected from 2016 to 2018 in the district of Bologna. Mediterranean Journal of Clinical Psychology 11(1). doi:https://doi.org/10.13129/2282-1619/mjcp-3593