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E’ necessario essere psicoterapeuti per lavorare in psicologia delle cure primarie?

E’ necessario essere psicoterapeuti per lavorare in psicologia delle cure primarie?

A cura di Sara Anselmetto

L’ attività dello psicologo che svolge il Servizio di Psicologia delle Cure primarie consiste primariamente nelle attività di psicodiagnosi, sostegno psicologico, consulenza e indicazione di assistenza psicologica a livello di cure secondarie e terziarie nell’ambito delle cure primarie.
Con l’obiettivo di migliorare la salute psicofisica del paziente e di prevenirne il deterioramento, sia nelle condizioni di malattia cronica o terminale che in tutte le condizioni di disagio psicologico, lo psicologo delle Cure Primarie svolge anche l’attività di prevenzione e di educazione rivolta ai pazienti, ai loro familiari, alle persone affettivamente vicine o che si prendono cura del paziente.
Ai fini della diagnosi in ambito psicologico, sono considerate tutte le condizioni di disagio e di disturbo psicologico e comportamentale che possano beneficiare del sostegno psicologico e/o che siano trattabili mediante tutti i metodi d’intervento psicologici che abbiano ricevuto un adeguato e verificabile supporto scientifico-sperimentale.
L’art.1 della legge 56/89 dell’Ordine degli Psicologi stabilisce che tutti gli psicologi abilitati possano svolgere tali attività. Non emerge, seguendo tali indicazioni, l’assoluta necessità di avere la specializzazione in psicoterapia per poter lavorare nelle cure primarie, poiché queste rientrano nelle attività professionali di uno psicologo iscritto all’albo. Il titolo di psicoterapeuta può essere un ulteriore elemento indicante precise competenze e abilità ottenute, ma non necessarie per svolgere il servizio di psicologia delle cure primarie. La psicoterapia è uno dei metodi d’intervento verso il quale ovviamente lo Psicologo delle Cure Primarie può indirizzare il paziente in caso di necessità.
La psicoterapia, infatti, costituisce un importante strumento d’intervento in sede di cure secondarie.

In Italia la figura dello psicologo delle cure primarie non è ancora legalmente riconosciuta, sebbene il ruolo della psicologia sia stato affermato nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) − definito dal DPCM del 12 gennaio 2017 e siano già state messe in atto diverse esperienze in alcune regioni italiane, dimostrando l’enorme importanza degli interventi psicologici per il benessere della popolazione, anche in un’ottica di prevenzione di patologie e di riduzione della spesa sanitaria.
Diversi sono gli studi, anche internazionali, che indicano l’importanza della figura dello Psicologo delle Cure primarie in affiancamento al medico di base. Attualmente la situazione italiana risulta però ancora abbastanza frammentata e disomogenea.

Il 16 luglio 2020 è stato illustrato in Senato il disegno di legge intitolato ‘Istituzione dello psicologo di cure primarie’ dalla senatrice Paola Boldrini, capogruppo del Pd nella Commissione Sanità. Nel testo si legge che l’attività dello psicologo di cure primarie, che affianca il medico nella cura del paziente, è finalizzata nella prevenzione primaria, per identificare precocemente e intervenire tempestivamente in problematiche psico-sociali. È finalizzata, inoltre, nella prevenzione secondaria per attuare un intervento di primo livello nei casi di sofferenza psicologica già in atto ed inviare appropriatamente la persona a servizi socio-sanitari, anche specialistici e territoriali secondo necessità”.

Lo Psicologo delle Cure Primarie, se visto come professionista sanitario di primo livello, può intervenire utilizzando gli strumenti e i metodi d’intervento già acquisiti nella sua formazione. E’ senz’altro comunque auspicabile una specifica formazione professionale nell’ambito delle Cure Primarie, finalizzata principalmente ad informare lo psicologo sulle caratteristiche peculiari del setting delle cure primarie (tempi, relazioni con il medico e con i pazienti ecc..), delle problematiche più frequentemente incontrate (ipertensione, diabete, disturbi gastrointestinali ecc…) e degli strumenti dimostratisi più efficaci per la gestione di tali problematiche.

Bibliografia di psicologia di cure primarie

  • Gatchel, R.J., and Oordt, M.S.. (2011) Clinical health psychology and primary care: Practical advice and clinical guidance for successful collaboration. Washington, DC: American Psychological Association.
  • McDaniel, S. H., Belar, C. D., Schroeder, C., Hargrove, D. S., & Freeman, E. L. (2002). A training curriculum for professional psychologists in primary care.Professional Psychology: Research and Practice, 33(1), 65–72.
  • Solano, L. (2011) Dal sintomo alla persona. Medico e psicologo insieme per l’assistenza di base. Milano: Franco Angeli
  • I.S.P. (2018) Proposta di Legge per l’istituzione dello Psicologo delle Cure Primarie (PCP) https://psicologicureprimarie.it/proposte-di-legge/legge-psicologo-cure-primarie-di-base-isp-2018.html
  • Camera dei Deputati . (2010). Proposta di Legge “Istituzione della figura professionale dello psicologo di base” https://www.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/16PDL0038080.pdf
  • Society of Behavioral Medicine. (2008). Integrating health behavior change into primary care. http://site.pcpcc.net/files/ipc_policy_0.pdf
  • Gazzetta Ufficiale. (1989) Legge 18 febbraio 1989, n. 56 https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1989/02/24/089G0090/sg
  • CNOP. (2017). Ruolo della psicologia nei livelli essenziali di assistenza. http://www.panoramasanita.it/wp-content/uploads/2017/07/DOCUMENTO-T.F.-LEA.pdf
  • Senato della Repubblica. (2020) Fascicolo Iter DDL S. 1827 Istituzione dello psicologo di cure primarie. http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/FascicoloSchedeDDL/ebook/53018.pdf

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