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L’impatto psicologico del Covid-19 sulla popolazione: analisi descrittiva delle problematiche psicologiche lockdown correlate

L’impatto psicologico del Covid-19 sulla popolazione

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che, a causa della velocità e della dimensione del contagio, il focolaio internazionale di infezione da Coronavirus SARS-COV 2 può essere considerato una pandemia a tutti gli effetti (OMS,
2020).
Data l’entità delle vittime e delle problematiche correlate che sono emerse, il fenomeno è stato fatto rientrare all’interno della classificazione delle maxi-emergenze (Pietrantoni et al. 2008; Caviglia, Felaco et al. 2012), ovvero quegli eventi imprevedibili e dannosi che destabilizzano il normale ordine delle cose e provocano ingenti vittime.
La psicologia delle emergenze, con i suoi interventi sul campo e non, si occupa per l’appunto di supportare le persone nelle situazioni di forte criticità; con il termine vittime non si considerano solamente coloro che sono direttamente coinvolti nel disastro, ovvero le vittime primarie, ma si fa riferimento anche ai familiari di coloro che sono stati direttamente toccati dall’evento (vittime secondarie) e tutti i soccorritori insieme all’intera
comunità (vittime terziarie o vicarie) (Pietrantoni, Prati & Palestini, 2008; Sbattella & Tettamanzi, 2013; Caviglia, Felaco & Nardiello, 2012).
Siccome il Covid-19 ha provocato profonde ripercussioni nella sfera psicologica e sociale delle persone (Burioni, 2020; Gritti, 2020; Gritti et al., 2020) occorre sottolineare come il supporto alla popolazione, inteso sia come supporto collettivo che individuale, può essere considerato un utile strumento per contenere e/o contrastare l’insorgenza di psicopatologie stress-correlate (Caviglia et al., 2021; Pietrantoni et al., 2008; American Psychiatric Association, 2013; ICD-10, 1994).
A tal proposito sono state effettuate delle ricerche in Cina (Yao, Chen & Xu 2020; Li e coll.,2020; Codagnone & Gomez, 2020) dalle quali emerge che le dinamiche conseguenziali all’emergenza comprendono: stati d’ansia generalizzati, attacchi di panico, difficoltà nel sonno e slatentizzazione di problematiche pregresse (Wang e coll., 2020; Wang e coll., 2020b); tali risultati sono in linea con quanto presente nella letteratura sull’intervento
psicologico nella maxi-emergenza (War Trauma Foundation, 2010).
Numerosi studiosi si sono occupati di approfondire ed elaborare teorie relative lo Stress e le sue conseguenti reazioni; sintetizzando brevemente il concetto si può dire che: nel
momento in cui una persona percepisce una minaccia passa da un primo stato di attivazione ad uno di freezing
(Porges, 2018). Nelle situazioni traumatiche o di Stress Cronico il sistema nervoso autonomo è impegnato ad attivare meccanismi di difesa, i quali, a lungo andare, potrebbero essere dannosi per la salute psicofisica, in quanto viene
a mancare un equilibrio tra i diversi circuiti del Sistema Nervoso Autonomo
(Porges, 2018).
Sulla base di quanto detto sin ora, la ricerca intervento effettuata da un gruppo di psicologi, operanti prevalentemente nella provincia di Salerno e provincie limitrofe, ha avuto due obiettivi principali: supportare la popolazione, dato il periodo delicato di emergenza pandemica, e monitorare, in termini epidemiologici, l’evoluzione della psicopatologia dall’inizio del lockdown alla fase successive di allentamento.
Il metodo che è stato utilizzato prevedeva fa formazione di un tavolo tecnico, composto da 40 psicologi e psicoterapeuti di diverso orientamento (alcuni specializzati in psicologia delle emergenze e altri in EMDR), i quali offrivano supporto alla popolazione attraverso
uno sportello d’ascolto telematico; tale supporto, che faceva riferimento ad un protocollo costruito ad hoc, aveva una durata di 15-30 minuti, allo scopo di contenere e mitigare la tensione e lo stress attraverso la condivisione del proprio vissuto emergenziale e di ridurre il senso di isolamento (Tabucco et al., 2007).
Il protocollo che è stato utilizzato era così composto:

  • Presentazione del professionista e del setting telematico.
  • Indagine socio-epidemiologica ed esplorativa.
  • Supporto psicologico finalizzato alla normalizzazione delle emozioni.
  • Rafforzamento delle risorse personali ed invito a tornare ad una più regolare organizzazione della routine quotidiana.
  • Conclusione della telefonata (con possibilità di richiamare con un massimo di tre telefonate)
  • Compilazione, da parte del professionista, di una scheda per annotare tutti i sintomi e gli stati psichici emersi durante il colloquio nel rispetto
    dell’anonimato (Frati, 2004; Zucconi, 2002).

I dati che sono emersi riportano quanto segue: complessivamente hanno avuto accesso allo sportello d’ascolto telematico 112 persone (di cui 71% donne e 29% uomini), per un
totale di 142 chiamate. Il 66% delle telefonate è avvenuto durante la prima metà della fase 1, ovvero dal 18 marzo all’8 aprile 2020).
I principali sintomi emersi dalle telefonate sono stati: ansia, paura di essere contagiati, stato di allarme, palpitazioni e vertigini (55,36%); problematiche e difficoltà relazionali
(10,7%); senso di solitudine (8,4%); sintomatologia correlata all’umore (7,14%);
riattivazione di disturbi preesistenti (6,25%); senso di impotenza rispetto agli eventi e pensieri ossessivi (4,46%); disturbi del sonno (0,89).

Questi risultati, oltre a confermare le ricerche effettuate in Cina citate in precedenza (Wang e coll., 2020; Li e coll., 2020; Codagnone & Gomez, 2020), avvalorano anche le teorie secondo cui la percezione di un’eventuale minaccia per la propria vita, o per quella dei propri cari, come può essere il Covid-19, può connotarsi in un vero e proprio trauma psichico (Farma, 2016).

Sulla base di ciò si può infine ipotizzare che l’esperienza mondiale del Covid-19 sia diventata, per la popolazione mondiale, uno Stressor significativo che ha minacciato la sopravvivenza dell’individuo e della collettività, attivando in ciascuno delle specifiche risposte psico-fisiologiche.

Autori dell’articolo “L’impatto psicologico del Covid-19 sulla popolazione: analisi descrittiva delle problematiche psicologiche lockdown correlate” pubblicato sul Journal of
Psychosocial Systems
(novembre 2020): Dominique D’ambrosi, Raffaella Marciano, Adelaide Paolucci, Pietro Crescenzo, Ivana Ferrara, Assunta Maiorino

Bibliografia di psicologia di cure primarie

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  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition, DSM-5. Arlington, VA.
  • Burioni R. (2020). Coronavirus: conseguenze sulla salute mentale dell’epidemia covid-19. Medical Facts di Roberto Burioni
  • Chetta G. (2008). Stress e Benessere. Educazione mentale nell’ambito della psico-neuro-endocrino-immunologia.
  • Codagne C. e Gomez C. (2020). Study on the effects of Covid 19 and lockdown in Italy, Spain, and United Kingdom.
  • Caviglia G., Felaco R. e Nardiello D. (2012). Psicologi nelle emergenze. L’operatività nei diversi tempi della catastrofe. Liguori.
  • Caviglia G., Felaco R. e Nardiello D. (2009). Le dinamiche psicologiche nelle emergenze. Napoli: Idelson-Gnocchi.
  • Crescenzo P. (2017). Lo stress dell’insegnante: burnout, stress e personalità nei docenti delle scuole superiori. Università degli studi di Salerno: Fisciano.
  • Cusano M. (2002). Reazioni psicologiche nelle situazioni di crisi. In Lo Iacono Troiano (2002). Psicologia dell’Emergenza. Editori Riuniti.
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  • Farma T. (2016). Maxi emergenza nelle calamità e trauma psichico. Neurobiologia del trauma. Milano.
  • Fontanari P., Gori V. e Corsini I. (2003). Le maxiemergenze, versione online sul sito della protezione civile della regione Piemonte, 28 febbraio.
  • Frati F. (2004). Il segnreto professionale la privacy del consendo informato nell’attività sanitaria degli psicologi italiani. Bollettino d’informazione dell’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna n. 3 Anni IX dell’agosto 2004.
  • Gritti P. (2020). Family Systems in the Era of Covid-19: from openness to quarantine. JPS, 4 (1), 1-5.
  • Gritti A., Salvati T., Russo K. E Catone G. (2020). Covid-19 pandemic: a note for psychiatrists and psychologistos, JPS, 4(1), 63-77.

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