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Costo-efficacia della psicologia di cure primarie

Costo-efficacia della psicologia di cure primarie

È la comunità che definisce i criteri e i golden standards dei modelli di salute e di malattia. Ciò che oggigiorno è ritenuto valido dal punto di vista della salute, non sempre alcuni anni fa godeva
della stessa considerazione, come ad esempio la vicenda della demedicalizzazione dell’omosessualità. I criteri vengono definiti dalla comunità attraverso la partecipazione e la discussione politica, il porre questioni e l’argomentare in modo strutturato, l’organizzazione di dibattiti e discussioni sulle scelte dei modelli di salute, e sulle conseguenti decisioni in materia di
politiche sanitarie e di investimenti in sanità
: tutte queste azioni sono già di per sé elementi portatori di buona salute, in quanto riducono mortalità e patologie grazie al loro esercitare forti pressioni sulle autorità per avere servizi sanitari di buona qualità.
La spesa sanitaria cresce soprattutto per quattro motivi: 1) i cambiamenti demografici avvenuti, con il relativo aumento di domanda di servizi; 2) il progresso scientifico e tecnologico realizzato in quasi tutti i settori sanitari; 3) la crescita dei costi di produzione sanitari per effetto della maggiore incidenza del fattore lavoro, fattore non sostituibile nei servizi alla persona; 4) l’allargamento della nozione di salute nella popolazione. L’insieme degli elementi che compongono questo quadro rende
evidente il fatto che la crescita della spesa sia destinata a perdurare.

Le scelte di investimento in sanità spesso si fondano su decisioni politiche ed etiche, che, quando va bene, vengono corroborate da esperienze e buone pratiche sia di salute che in campo economico.
Lo stesso succede per le considerazioni economiche ed i relativi investimenti da realizzare rispetto alla psicologia di cure primarie.
La scelta di investire nella PCP sovente si scontra con alcuni concetti profondamente radicati e influenzanti l’opinione pubblica e i decisori politici, concetti che ostacolano in misure
considerevole l’approccio PCP. Alla base vi è un modello di sistema sanitario nel quale le cure mediche ad alto contenuto tecnologico/strumentale vanno promosse e rese efficienti, soprattutto attraverso ospedali di eccellenza, mentre vi è un altro settore di intervento sanitario ad alto contenuto di forza lavoro – in particolare tutti i servizi alla persona – che invece va affidato
soprattutto al volontariato, alle famiglie e a manodopera dequalificata. Il primo settore viene maggiormente finanziato, mentre il secondo si basa soprattutto sull’esborso privato, come ora
avviene per badanti, comunità di tossicodipendenti, e per una certa tipologia di interventi psicologici.

Le strategie per affrontare questa situazione sono l’aumento dell’efficacia clinica, l’appropriatezza delle prestazioni erogate, e il promuovere un attento controllo dei costi, tutti
elementi che, in presenza di risorse finanziarie limitate, possono diminuire e rallentare la dinamica della spesa
.

Pensiamo che un servizio di PCP risponda adeguatamente a queste esigenze, dato che riduce di gran lunga gli invii impropri, le diagnosi inefficaci e le conseguenti notevoli ed inutili spese
farmacologiche, l’affollamento nei servizi secondari, il ricorso non adatto al Pronto Soccorso
(Liuzzi, 2020).
Il Depression Report (AA.VV., 2006) della London School of Economics è uno dei documenti più chiari nel definire l’efficienza e la convenienza economica di un programma di psicologia di
cure primarie
. Una delle maggiori cause di infelicità e di sofferenza, dichiara il documento, non sta nella povertà o nella ristrettezza economica patita da molti cittadini, ma nella sofferenza mentale. Il Report afferma che in Inghilterra un cittadino su sei avrà una diagnosi di depressione nel corso della sua vita, il che significa coinvolgere una famiglia su tre, e ciò a fronte di una denunciata carenza non di modelli di psicoterapie oggigiorno ritenute efficaci, ma di servizi di psicoterapia e psicoterapeuti disponibili nel servizio pubblico. E a causa di questo disturbo, ed in mancanza di
cure adeguate, avviene che un milione di cittadini inglesi ricevono sovvenzioni statali (Incapacity Benefits) a causa della disabilità imposta dai disturbi psicologici, una quota superiore a quella dei semplici disoccupati che ricevono sovvenzioni statali.
La totale perdita di produzione dovuta a depressione e ansia, secondo il Report, si stima intorno ai 12 miliardi di sterline l’anno, l’1% del PIL della nazione. Di questi 12 miliardi, 7 sono quelli pagati direttamente dallo stato, tra sovvenzioni erogate e minori introiti. Questi sette milioni di sterline sono un costo elevatissimo, se comparato ai seicento milioni di costo necessari per
realizzare un appropriato servizio di terapie psicologiche. Infatti, la metà di questi cittadini potrebbe ricevere una cura psicologica efficace ad un costo totale non superiore alle 750 sterline, mentre un cittadino può ricevere un Incapacity Benefit di 750 sterline al mese; ciò significa che se il cittadino lavora un mese in più grazie alla psicoterapia, la psicoterapia si paga da sé. Un ciclo di terapie CBT, ad esempio, è probabile che determini 12 mesi extra di assenza di depressione, che, tradotti in termini di giornate di lavoro, significa ottenere due mesi in più di lavoro, e due mesi in meno di sovvenzione statale. E nel caso della patologia ansiosa, il vantaggio economico è ancora più consistente, dati i minori casi di ricadute.

Proprio per questo, conclude il Depression Report, un paziente sofferente di disturbi depressivi e ansiosi dovrebbe avere la possibilità di usufruire di interventi psicologici per tre fondamentali motivi:

  1. il denaro speso dal governo viene riguadagnato in termini di risparmi sui costi sanitari dovuti alla patologia;
  2. i benefici economici per la società nel suo complesso sono il doppio di quelli ottenuti dal governo, mentre la spesa rimane la stessa;
  3. e da ultimo, ma forse è il più importante, c’è una diminuzione della sofferenza psichica. La vita appare più meritevole di essere vissuta.

Blount et coll. (2007) forniscono una panoramica efficace sulle differenti ricerche prodotte negli ultimi anni che dimostrano che gli interventi psicologici nei contesti di medicina di cure primarie producono un sensibile medical cost offset, cioè un significativo risultato di convenienza economica generato dal fatto che ciò che viene investito nelle cure di salute mentale produce maggiori risparmi (e quindi efficienza economica) sulle più generali spese mediche. Questi risparmi di cost offset possono essere ancora maggiori quando i trattamenti vengono erogati con pazienti che riportano anche particolari patologie mediche croniche.
Risulta quindi necessario investire risorse finanziarie nell’area della psicologia di cure primarie. La razionalizzazione e la allocazione dei servizi di PCP e deve andare di pari passo con un adeguato
investimento economico a supporto, realizzando una re-direzione di risorse economiche che devono essere riallocate nel settore delle cure primarie, fra cui la PCP.

Bibliografia di psicologia di cure primarie

  • Blount, A., Schoenbaum, M., Kathol, R., Rollman, B. L., Thomas, M., O’Donohue, W., & Peek, C. J. (2007). The economics of behavioral health services in medical settings: A summary of the evidence. Professional Psychology: Research and Practice, 38(3), 290–297. https://doi.org/10.1037/0735-7028.38.3.290
  • Depression Report. https://cep.lse.ac.uk/textonly/research/mentalhealth/DEPRESSION_REPORT_LAYARD.pdf
  • Liuzzi M., Per un progetto nazionale di psicologia di cure primarie, Psicologia della Salute (ISSN 1721-0321, ISSNe
  • 1972-5167), 2/2020

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